editoriale di maggio

Un anno di Covid 19 ha denunciato la poca incidenza dei governi e la vulnerabilità delle istituzioni con una sensazione di impotenza e di allontanamento dagli ideali in cui abbiamo creduto. Fin dall’illuminismo Montesquieu ha posto come fondamento delle nostre democrazie liberali la separazione dei tre poteri, o funzioni, che costituiscono la sovranità: legislativo, esecutivo e giudiziario. Consideriamoli al presente, consapevoli di doverli pensare in competizione con altri poteri poco controllabili extraistituzionali e sovranazionali come i grandi mezzi di comunicazione, la rete (web) e la globalizzazione dell’economia.
La funzione legislativa (il parlamento) subisce di fatto forti limitazioni e l’organo del controllo popolare spesso si riduce a ratificare decisioni prese altrove. Il settore economico-finanziario si autoregola e le leggi dei singoli stati sono ridotte alla rincorsa o alla constatazione di impotenza. Il campo dei social è in condizione di quasi anarchia. Il neoliberismo, con la deregulation, e un’ingovernabile idea di libertà aumentano le disuguaglianze e si riduce lo spazio nella scala sociale.
La funzione esecutiva (il governo) fatica a trovare autorevolezza e credibilità anche per la crescente complessità dei problemi accanto all’inadeguatezza e all’impreparazione del personale politico espresso dai partiti tradizionali e dai nuovi movimenti. Le decisioni importanti e strategiche sono sempre piú influenzate, o determinate, da poteri esterni, con quel fenomeno detto crony capitalism, clientela capitalistica, che impone ragioni e interessi di grandi aziende multinazionali attraverso contatti diretti con membri delle istituzioni dei singoli stati.
La funzione giudiziaria (magistratura), conserva il suo tradizionale potere di assicurare l’osservanza della legge nell’ambito locale, ma non ha di fatto mezzi per intervenire su interi settori della vita economica e sociale che, grazie alla globalizzazione, riescono a eludere norme e sanzioni locali. Tipico il caso dei social, che, oltre a sottrarsi in modo macroscopico all’imposizione fiscale, si stanno progressivamente dotando di un proprio sistema di autoregolamentazione, ovviamente secondo regole proprie che per lo piú sfuggono a forme di controllo e condivisione. Ad esempio Facebook ha costituito una specie di comitato di esperti con il compito di sorvegliare e suggerire provvedimenti di regolazione degli accessi alla piattaforma.
Osserviamo che in questa società che Francesco definisce di morte e dello scarto, quelli che ci rimettono sono i piú deboli. Il modello Montesquieu è ancora in grado di garantire libertà e giustizia per tutti? A livello internazionale, dopo il fallimento della Società delle nazioni e l’impotenza sostanziale dell’ONU, potrebbe ipotizzarsi un sistema legislativo-esecutivo-giudiziario sovranazionale a tutela delle istituzioni legittime e anche dei singoli cittadini?
A livello locale, i governi potranno tornare a essere protagonisti della vita politica con capacità di progettare e garantire quello che ancora vogliamo chiamare il bene comune?
Per controllare l’economia, la finanza e il sistema di servizi sociali è necessario che lo stato torni a controllare servizi e imprese di carattere strategico, quali il sistema socio-sanitario e la scuola oltre a beni di primaria necessità come l’acqua e le fonti di energia, sostenendo e accogliendo i risultati di ricerche scientifiche per la difesa dell’ambiente e da prevedibili future pandemie.