editoriale di luglio-agosto

Forse piú volte al giorno pronunciamo la parola tempo e non sempre con lo stesso significato: che tempo fa, quanto tempo mi manca per…, mala tempora…
Nella poesia del Parini La lezione di latino l’allievo, che di studiare ha poca voglia, chiede: «Maestro, che tempo è questo?» – «Tempo perduto» risponde il maestro. I due significati di tempo che si evidenziano nella citazione ci inducono a riflettere su questa componente del cosmo e della nostra vita.
Sant’Agostino diceva: «Se non mi chiedono che cosa sia il tempo lo so, ma se me lo chiedono non lo so».
La permanenza necessaria in casa a causa del Covid19 ci ha anche indotto a pensieri esistenziali, tra i quali le riflessioni sul tempo: tempo vissuto o tempo perduto quello forzatamente trascorso in casa?
C’è un tempo che scorre, lentamente al tempo del Covid19, per chi era abituato a passare parte della giornata fuori casa, e sono mancati quegli appuntamenti che sembrano riempire e animare la vita. Dunque, almeno in parte, tempo perduto, ma forse è piú positivo considerarlo tempo comunque vissuto, in modo diverso da come si era abituati a trascorrerlo: abbiamo scoperto un ritmo di vita diverso, quasi di carattere conventuale, interessi abbandonati, telefonate che non avremmo fatto, passatempi ricreativi, La Settimana Enigmistica dimenticata da anni… Tutto poteva essere sopportabile, o anche piacevole, perché si trattava di tempo limitato.
A volte si ha la sensazione di perdere tempo, quando non si fa qualcosa che si ritiene utile o necessario: in questo caso tempo sprecato piuttosto che tempo perduto, perché in qualche modo, lo abbiamo vissuto, arricchendoci magari in una dimensione imprevista.
Quando allora possiamo parlare veramente di tempo perduto? In questa accezione potremmo comprendere le occasioni mancate, le esperienze che non abbiamo potuto o voluto fare e ora ne siamo pentiti. Pensiamo in particolare ai tempi che non abbiamo potuto vivere a causa del Covid19: una gita in campagna, uno spettacolo, una visita a una persona cara o a un luogo interessante, un incontro… Abbiamo vissuto ugualmente, fatto altre esperienze.
Si può recuperare il tempo perduto? Concettualmente no («non si trattien lo strale / quando dall’arco uscí»): potrà esserci un’altra occasione come quella perduta, ma sarà un altro tempo.
Si può amministrare il proprio tempo, ma non si può cambiarlo. Esiste tuttavia un luogo dove si è padroni del tempo: il sogno. Si va avanti e indietro, si accavalla un tempo con un altro, si può riprendere daccapo. Sogni, frammenti di noi, della nostra vita.
Anche memoria e progetti sono dimensioni del nostro tempo. La memoria ci permette di sfogliare il libro della nostra vita, ritrovando ricordi ed emozioni di esperienze e persone. Senza memoria non riusciremmo a capire chi siamo, senza coscienza del tempo vissuto saremmo disorientati nel tempo che viviamo. Ma la memoria ci aiuta anche a pensare e immaginare il tempo futuro, progetti per appropriarci del tempo che ci sta davanti nella dimensione che ci è familiare e per quella in cui qualcuno spera.
Sogni, memoria e progetti sono colore per la vita, anzi forse sono il senso del tempo che non può essere trattenuto, ma vissuto con consapevolezza.